Non pensateci nemmeno! Quelli che fanno una sola cosa alla volta sono destinati a soccombere! Saremo sempre più chiamati a fare tante cose contemporaneamente. La nostra sarà una mindfulness, 

Lo diceva Benedetto Croce: "non possiamo non dirci cristiani". La nostra cultura, la nostra storia, la nostra tradizione, il nostro linguaggio, l'organizzazione della nostra società e delle nostre comunità sono impastate di cristianesimo.

Solo il 5% dei laureati in matematica in Italia sceglie la carriera docente. Alle scuole medie il 70% dei prof. viene da Biologia o Scienze naturali. Al biennio del liceo e negli istituti tecnici possono insegnare anche architetti e ingegneri. 

La "grande crisi" sta lentamente passando, lasciando sulla sua strada uno sterminio di "morti" (banche, aziende, lavoratori, famiglie, interi Paesi travolti). Tutto è cominciato per una cattiva gestione degli ingenti capitali finanziari. Esiste una finanza etica?  C'è un modo cristiano di gestire la finanza? 

E' stato eletto da 500 giorni (13 MARZO 2013) e sembra passata un'eternità: papa Francesco sta rivoluzionando la Chiesa cattolica, sta portando avanti con decisione le indicazioni del Concilio Vaticano II, ha riformato lo Ior, indetto il Sinodo sulla Famiglia, 

E' il problema di sempre, l'antico interrogativo che l'uomo si pone e che pone a Dio: perché la sofferenza: ecco la testimonianza di don Francesco Rebuli, sacerdote in carrozzina, della diocesi di Vittorio Veneto. 

Come tradurre in pratica le idee di papa Francesco che vuole la Chiesa come un "ospedale da campo"? Se ne è discusso nella Settimana nazionale di aggiornamento pastorale, alla fine di giugno 2014. Con alcune proposte concrete: uscire, denunciare, abitare la terra per essere Chiesa di popolo.

Parlare di Famiglia oggi è come parlare di marziani: separate, divorziate, allargate, omosessuali, in crisi... Sembra che la famiglia frutto dell'unione tra uomo e donna sia una rarità. Papa Francesco ha chiesto con un documento, 

Vado a dottrina, dicevano un tempo i bambini! Anche oggi i bambini vanno a catechismo, in parrocchia. E la Chiesa italiana da una ventina di anni si chiede come mai sia così diffusa l'ignoranza delle cose di Dio. 

Lunedì 30 giugno 2014,  42 alunni della nostra scuola Cavanis, dalla quinta Primaria alle seconde Superiori, partono per il tradizionale Camposcuola Cavanis  che si tiene a Monguelfo (Bz), in Val Pusteria, ospiti di Villa San Giuseppe, di proprietà della Diocesi di Bolzano, ma in gestione ad una Congregazione di Suore Laiche. 

Sono ancora i professori ad avere la responsabilità pedagogica dell’insegnamento nelle nostre scuole? È in fondo questa la domanda che nasce dalla lettura di una recente sentenza del Tar del Lazio, che ha annullato la bocciatura di uno studente di un liceo classico

Durante la puntata di “Segreti e Delitti” in  onda su canale 5 venerdi 27 Giugno 2014 dalle ore 21,sarà riservata una parte al clamoroso caso di Yara Gambirasio,per il quale la ditta Securcube è stata chiamata per effettuare misure e verifiche relative ai dati dei tabulati telefonici

Pio X morirà di crepacuore in quell'estate 1914 temendo l'arrivo del più terribile dei mali, il "guerròn", la guerra mondiale. 

I personaggi biblici non sono maschere di una pièce teatrale. Non interpretano un ruolo o un carattere (buono-cattivo, traditore-tradito, ecc.). Sono esseri umani, con i colori e i tratti dell’umano tutto intero. 

Da oltre duemila anni, il papa à come simbolo le due chiavi di San Pietro: serve ancora un Papa?  E il primato del Papa su tutte le chiese della Terra?

La scuola è uno specchio concavo della società: ci restituisce ingrandite, qualche volta ribaltate, le sue potenzialità e virtù insieme alle inefficienze e ai vizi. Ma prima di tutto la scuola - in ogni ordine e grado - è uno dei grandi "beni comuni" della nostra società. 

Come facciamo ad essere felici, a guardare con ottimismo la vita, a superare malinconie e paure, se adoriamo un Dio che muore in Croce? Perché non sostituiamo i crocifissi con altrettanti "Cristi risorti"?

Le lingue moderne hanno difficoltà ad esprimere il campo semantico della gioia così come è articolato in quelle semitiche e, in particolare, in ebraico. Nell’ebraico biblico «per gioia non si intende primariamente un sentimento,