E' morto improvvisamente il 22 febbraio, due giorni dopo, di lunedì, il funerale e sembrava che la sua dipartita da questa terra sarebbe stata sopportata come molte altre, e invece Padre Lino Carlin ha lasciato una voragine:

tra le sue numerose attività, anche un piccolo convitto per dare ospitalità ad alcuni studenti che con il padre vivevano lontani da casa e frequentavano le nostre superiori. Erano in tanti convittori e ex convittori presenti alle esequie di Padre Lino, Giovanni Chiavegato, Giulio Favaro, Nicola Schenardi ecc. E il Convitto continua, anzi, il Rettore padre Francescon, dice che intende rinforzarlo e unirlo sempre più strettamente alla Comunità scolastica. Per far questo, si sono messi a disposizione alcuni insegnati, anche due padri, pur se anziani, per sopperire alle necessità di assistenza e di accompagnamento. Ma il Rettore intende affidare al Convitto una nuova risorsa umana perché i convittori possano seguitare la frequenza scolastica e si sentano tutelati, assistiti, educati. "Tutto mi sarei aspettato che succedesse, ma non la morte di Padre Carlin", ha detto Andrea. E Alberto: "Ho sempre considerato padre Carlin come un grande sacerdote, un padre misericordioso e terribile insieme, una sorta di papa teocratico, illuminato da Dio, un Gregorio VII o un Innocenzo III...