Possagno al centro del mondo dei pastori: chi l'avrebbe mai detto! E' uscito da poco il bel volume illustrato (Ediciclo editore) di Valentina Musumeci per descrivere l'anno di transumanza delle pecore col baio Ruggero

 

Ruggero, al comando di uno dei 52 grandi greggi che circolano nell'arco alpino italiano da sempre, da trentacinque anni percorre la solita via dalle Alpi al mare Adriatico, partendo da Malga Zocchi, passando per Moena, Pergine, Cismon, tutta la Valsugana e il Canal del Brenta, fino a Pove del Grappa, quando intraprende la via della Pedemontana del Grappa, passa a Crespano  poi prosegue per Possagno (che sta giusto a metà del lungo percorso vero la pianura), Pederobba, Vidor per poi proseguire verso il mare lungo il Livenza (una volta le pecore venivano portate a fine inverno a bagnarsi nel mare: si diceva che il salso del mare disinfettava il vello e le preparava per la salita ai monti; oggi è vietato immergere il gregge in mare, per motivi di igiene e per non turbare le attività di ripristino delle spiagge). A primavera, da secoli, i greggi risalgono il corso del Livenza, passano al corso del Piave, dove arrivano a Ponte della Priula, proseguono fino a Vidor e poi però non rifanno la strada per Possagno ma, da Vidor, salgono a Valdobbiadene, attraversano il Piave a Fener. Salgono a Santa Giustina bellunese, Sospirolo, Gosaldo, Passo Rolle fino alla malga da cui erano partiti e in cui passano l'estate. 
A proposito: il baio è il nome generico per pastore che in tutte le Alpi viene usato...