Reinventarsi è la parola giusta per raccontare la storia di Vincenzo Netti, 34 anni, agricoltore di Putignano (Bari). Figlio di un piccolo allevatore di bestiame, un diploma come perito e informatico,

 

a 22 anni Vincenzo è subentrato a suo padre nella conduzione dell’azienda e ha cominciato a trasformarla in una green farm. Via le vacche, al loro posto, coltivazioni di ulivi, mandorli, ciliegi, cereali, colza e girasoli. E soprattutto una masseria capace di produrre da sé. con il fotovoltaico e l’eolico, tutta l’energia di cui ha bisogno, vendendo l’eccedenze all’Enel. In più da qualche anno Netti produce anche biocarburante, quanto serve ad alimentare i suoi tre trattori e un furgoncino e a far funzionare gruppi elettrogeni. “Sono nato in campagna - dice di sé. - Ho sempre avuto due passioni: la natura e la tecnica. Appena diplomato, ho avuto interessanti offerte di lavoro, ma più che il guadagno, mi importava lo stile di vita. E nelle nostre campagne la vita a contatto con la natura e un bene preziosissimo. Oggi Netti è presidente dei giovani agricoltori della CIA pugliese, la Confederazione degli agricoltori. Vive in azienda, a Putignano, ma viaggia spesso tra Roma e Bruxelles. Ai suoi colleghi agricoltori consiglia di “rompere gli schemi”. “Solo rischiando, facendo scelte forti, si può indurre il mondo a cambiare”. Lui ha rischiato i risparmi dei suoi primi 10 anni di lavoro per trasformare la sua azienda: “Salvo gli incentivi statali per le energie rinnovabili, non ho avuto altri aiuti. Ho provato a chiedere mutui in banca, ma è assai difficile. Questo, per un imprenditore, è un limite”. Che non gli impedisce, pero, di coltivare nuovi progetti. “Voglio sperimentare nuove tecnologie, per esempio l’uso di biomasse legnose per la produzione di energia”.        

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