"E’ mio divisamento, di seguire, nell’esecuzione di questa opera, l’esempio di qualche illustre  monumento, 

senza porvi nulla di altrui invenzione. E venendo al particolare, dissi che avrei eletto per il portico di sei colonne, le proporzioni del tempio con portico dorico riportato dallo Stuart, che si crede un resto del tempio dedicato a Roma e ad Augusto". Queste le parole in una lettera che Canova inviò all'architetto Gianantonio Selva, il 5 agosto 1818, per chiedergli un parere sul progetto...  Ma Selva morì pochi mesi dopo, e allora i disegni del progetto vennero realizzati da Pietro Bosio, mentre Giovanni Zardo fu incaricato di dirigere il cantiere affrontando ogni problematica connessa all’impegnativa costruzione.  Domenica 11 luglio 1819, venne posta la prima pietra.  Tutta la comunità di Possagno, ma anche molte altre genti della Pedemontana, furono coinvolte in questo progetto.  Canova aveva sottolineato che i materiali minuti per tutti i muramenti che non ammettessero pietra o marmo, sarebbero somministrati dal Comune; la sabbia grossa, i mavieri, le pietre e la calce, fino alla conclusione dell’edificio, sarebbero stati a carico dei paesani Possagno.  Spettava allo Scultore, invece, fornire materiali avulsi dal territorio (come le pietre fatte arrivare da Castellavazzo, e avrebbe mantenuto a busta paga ben 250 operai oltre agli addetti al trasporto e agli animali da tiro. 

foto, dell'ex allievo Lino Zanesco