Sulla scena del teatro greco di Siracusa dominano la figura devastata e sottomessa della regina Ecuba, tra le poche sopravvissute al terribile assedio acheo alla città di Troia, 

e quella tragica, risoluta, a tratti comica ma sempre bellissima di Elena, moglie infedele (o forse fedelissima) di Menelao. Il tempo è quello del mito, ma la narrazione è sorprendentemente attuale. Le tragedie euripidee Elena e le Troiane ci raccontano, infatti, di esuli in terra straniera che non trovano accoglienza ma porte sbarrate, di vincitori e vinti che escono entrambi irrimediabilmente schiacciati da una guerra ingiusta e, cosa ancora più paradossale, del tutto infondata, di donne protagoniste che rifiutano il valore assoluto della guerra proprio della civiltà antica e che affrontano con fiero orgoglio i patimenti che il fato ha in serbo per loro. Queste due rappresentazioni al teatro greco antico sono state il perno della visita didattica a Siracusa, che ha visto coinvolti venti studenti del triennio dei nostri licei. In questi tre giorni di viaggio, vera e propria protagonista è stata la città, di cui abbiamo avuto modo di scoprire la storia, con la visita al parco archeologico della Neapolis e alle catacombe di San Giovanni, di conoscerne personaggi illustri (era siracusano il grande scienziato Archimede) e ammirare le straordinarie bellezze artistiche e naturali.