Le cose della scuola italiana ed europea stanno cambiando velocemente. Ecco le cose più importanti che stanno modificando 

la struttura della formazione e dell'istruzione: 1- in Italia è entrato a regime il sistema delle prove Invalsi, le uniche che permettono di svolgere gli esami di terza media e di Maturità; 2- la scuola non trasmette più conoscenze ma competenze  umane e professionalizzanti;  3- si imparano cose non solo da giovani ma lungo tutto il corso della vita; 4- si formulano proposte formative e curricolari che danno una forte accelerazione verso la dimensione della complessità; 5- sono state affinate e aggiornate le competenze di cittadinanza che le scuole di tutta l'Europa devono trasmettere ai giovani: competenze della lingua madre e di lingue straniere (ma si chiamano ora competenze  “alfabetica funzionale” e “multilinguistica”); le competenze matematico-scientifiche digitali tecnologiche e ingegneristiche (quelle che in linguaggio specialistico si chiamano Science, Technology, Engineering and Mathematics); le competenze di auto-imprenditorialità; la competenza di imparare ad imparare (unica dimensione che vede nella flessibilità e nella capacità di adattamento una componente del “saper essere” e dello “stare con gli altri”); di interrelazione tra forme di apprendimento formale, non formale e informale; competenze di sostenibilità che promuova stili di vita sostenibili, i diritti umani, la parità di genere, la solidarietà, l’inclusione, la cultura non violenta, la diversità culturale, il principio della cittadinanza globale; valori della curiosità e della capacità di relazione con “l’altro” (inteso come persona, contesto, cultura, diversità), affiancate alla capacità di pensiero critico e alla resilienza; competenze di valutazione dei rischi connessi alle trasformazioni, alla capacità di lettura dei contesti e alla necessità di uno stato continuo di auto-riflessione nonché di controllo dei fenomeni comunicativi e relazionali;  competenze di “consapevolezza culturale” che presuppone un atteggiamento di familiarità ed un approccio disinvolto nei confronti del patrimonio culturale, nonché della sfera emotiva ed identitaria che è connaturata al riconoscimento del concetto di “eredità” di un popolo o di una nazione; 6- la mobilità come modalità di apprendimento (ecco perché il Parlamento Europeo ha approvato  una risoluzione il 28 marzo 2019 in cui ha auspicato che i giovani che partecipano ad Erasmus, il programma della mobilità studentesca finanziata dall'Europa, passino dagli attuali 4 milioni di soggetti a 12 milioni, crescendo il budget allocato allo scopo dagli attuali 14 miliardi di euro a 41 miliardi): inoltre, nel settennio prossimo (2020-2027), Erasmus non sarà più esclusivamente riservato agli universitari ma anche agli studenti (dai 16 anni in su?) delle superiori, aiutando così i giovani ad affrontare prima di ora l'uscita da casa e l'ambiente lavorativo/formativo nel nostro Continente.