Benvenuti nel futuro: il 2019 pare sia l’ultima scaletta della rampa di lancio verso i mestieri hi-tech del prossimo decennio. 

Lo dicono gli analisti del Dipartimento del lavoro Usa: da oggi al 2030 nasceranno almeno una trentina di professioni, in gran parte hi-tech. Certo, automazione e intelligenza artificiale ridurranno i posti di lavoro in alcuni settori. Ma i nuovi mestieri bilanceranno l’emorragia e in alcuni casi vedremo professioni straordinarie, nuovi modi di convivere con le macchine. Secondo il Word Economic Forum, il 65% dei bambini che adesso sono in età scolare avrà impieghi che oggi non esistono. Ecco alcuni mestieri che si imporranno: manager della sicurezza digitale; cacciatore ("minatore") di criptovaluta;  psicologo per i cobot (gli automi si moltiplicheranno a dismisura nelle fabbriche, nelle aziende e nelle case. I cobot, collaborative robot, avranno un’intelligenza artificiale sempre più evoluta e lavoreranno fianco a fianco con gli esseri umani, cioè noi, imparando dall’esperienza. Saranno anche «potenziatori» delle nostre funzioni e ci aiuteranno ad imparare meglio un mestiere); contadino hi-tech (i computer da tempo stanno monitorando i campi coltivati e i robot, come tagliaerba, raccogli olive, mietitrici ecc., sono sempre più efficienti; ma il contadino dovrà anche diventare un sorta di «ingegnere verde» per progettare, ad esempio, reti neuronali d’intelligenza artificiali in grado di calcolare il meteo e preparare il raccolto a ogni condizioni atmosferica; così l’energia rinnovabile, dei pannelli solari ed eolica, ha bisogno di nuovi progettisti per realizzare impianti intelligenti);  ingegnere e medico delle stampanti 3D;  demiurgo dei Big data (l'elaborazione dell’enorme quantità di dati che ci arrivano con la Rete apre le porte anche alla realtà virtuale prodotta dai big data stessi).