E' tornato: Eduscopio è tornato!  Per chi non lo sa, Eduscopio è il portale della Fondazioe Agnelli che classifica il valore e la qualità delle scuole superiori da come preparano i propri studenti 

all'Università o al lavoro. Dall'8 novembre 2018 è on line la classifica stilata per l'anno 2017. Di solito il Cavanis (ma anche le altre scuole superiori paritarie  del nostro territorio veneto) hanno valutazioni deludenti, classificandosi sempre agli ultimi posti rispetto alle migliori scuole statali che risultano preparare in modo eccellente i loro allievi.  Di solito il Cavanis lamenta che Eduscopio non valuta tra i criteri della sua classifica il carattere dell'inclusività. Il Cavanis infatti fa notare che, a differenza degli istituti statali in cui è forte la selezione e molti ragazzi/e restano bocciati nel corso del quinquennio superiore, da noi alle paritarie è invece prevalente il criterio di portare avanti tutti, cioè di attuare ogni strategia didattica per riuscire a successo il periodo scolastico di un giovane. L'edizione 2018/9 di Eduscopio sembra recepire proprio questa lamentela delle paritarie (che tanto fa godere i giornalisti laicisti avversi alle scuole cattoliche). Eduscopio infatti, e per la prima volta, sfata un mito: non è vero che le scuole migliori sono anche quelle dove si boccia di più e dove la scrematura degli alunni è praticata senza pietà (ci sono scuole, anche venete che nel primo anno di scuola superiore bocciano fino al 7% degli iscritti: e quando hai segato un allievo a 15 anni, questo l'hai spesso perso per sempre). Dice infatti Andrea Gavosto, direttore di Fondazione Agnelli: "Le nostre analisi rivelano che non c'è alcuna relazione sistematica tra selettività e performance; anzi, vi è semmai una piccola relazione positiva che lascerebbe credere che, in media, siano proprio gli studenti che provengono dalle scuole più inclusive che ottengono i risultati migliori. E' una conferma molto interessante del fatto che efficacia formativa ed equità possono andare di pari passo". E per il Cavanis di Possagno l'inclusività è certamente un valore. Come lo sono l'attenzione alla persona e l'impegno didattico alla personalizzazione delle strategie formative. La scuola che boccia, molto spesso, lascia per strada delle persone che si sentono fallite e che andranno a costituire lo stuolo di coloro che non studiano, che non lavorano e che non cercano lavoro. La mission del Cavanis è soprattutto oggi quella di non allargare l'esercito dei  NEET (not engaged in education, employment or training).   Sapete quel è la percentuale in Veneto dei NEET 15/24 anni?  Erano il 9,5% nel 2005 e 2006; sono passati all'8% nel 2007 e 2008 (guarda caso proprio allo scoppiare della grande crisi economica mondiale); sono saliti all'11,0 nel 2009, al 14,4% nel 2010, fino ad arrivare al 16,1% nel 2012 e al 16,8% nel 2015 e 2016 (ultimi dati disponibili). In Italia il dato è ancora più allarmante:  in Italia, nel 2014, i NEET erano stimabili in oltre 2 milioni e 400 mila, ovvero il 26,2% della popolazione 15-29enne, percentuale che supera il 35% in alcune delle regioni del Mezzogiorno (Sicilia, Calabria, Campania).  La scuola che emargina i meno dotati e che esclude i lenti e i demotivati perché non sono competitivi rispetto ai criteri di performances didattici, è una scuola esclusiva che è il contrario della scuola pubblica, cioè di tutti.