Anzi: la scuola è già un colabrodo. Il convegno del 2 ottobre 2018 sulla dispersione scolastica ha avuto come titolo “La scuola colabrodo”: ne è uscito un documento

 che ha scosso le scuole italiane e sta facendo discutere gli ambienti politici e culturali. E' emerso infatti che dal 1995 a oggi 3 milioni e mezzo di studenti hanno abbandonato la scuola statale, su oltre 11 milioni iscritti alle superiori (quindi abbandonerebbe la scuola superiore in Italia circa il 30%).  Un disastro. Con un costo altissimo:  55 miliardi di euro. E l’emorragia continua: almeno 130 mila adolescenti che iniziano le superiori quest'anno non arriveranno al diploma. Irrobustiranno la statistica dei 2 italiani su 5 che non hanno un titolo di studio superiore e di un giovane su 4 che non studia e non lavora.  Tutti sono capaci di fare scuola alle eccellenze. Ma non tutti sono capaci di far scuola a tutti: sono troppi i ragazzi delle superiori che la scuola statale italiana perde per strada. Ecco perché le scuole paritarie, come il Cavanis, a volte sfornano diplomati che, all'ingresso universitario non danno le performances di eccellenza come quelle che danno i diplomati delle scuole statali (così ha riscontrato una recente indagine della Fondazione Agnelli).  Ma questo dato va correttamente interpretato: non sono le scuole paritarie poco qualificate nell'insegnamento. Semmai sono le statali a tagliare il 30% dei loro allievi, i più scarsi e i meno motivati, rinunciando a dare loro una formazione di base e incrementando così il numero degli emarginati sia della formazione che della professione. Invece le paritarie sono convinte che la vera qualità della scuola non stia nell'evidenza delle eccellenze ma stia nell'inclusione, nel recupero, nell'accompagnamento, nella quotidiana fatica della maturazione culturale....