Un blog è uno spazio virtuale (i ragazzi dicono: una pagina web personale) che permette al singolo di raccontare fatti e report, pubblicare articoli informativi

 o brevi considerazioni e commenti. Chi pubblica sul proprio blog si chiama blogger. E le comunità dei bloggers, tra le più attive della Rete, si incontrano sul web per parlare di interessi comuni. Spesso il blog è confuso col social, che in realtà è simile. Ma non proprio uguale. Perché il social (Facebook, per esempio) è una specie di diario fotografico, personale, "leggero". Il blog invece vuole affrontare temi, vuole presentare argomenti, vuole connettersi con utenti dagli interessi simili. Il blog sfiora la professione, entra a far parte anche degli interessi lavorativi; il social di solito è un diversivo e una pausa, durante la giornata.

La parola blog, creata alla fine del secolo passato da Peter Merholz, deriva dalla contrazione di web log. Log, in inglese significa “traccia” e, per estensione, “appunto, segno, registro, diario”. 

Pensate che nel gergo nautico britannico del Settecento, log era un pezzo di legno che, legato a una fune con nodi equidistanti, veniva gettato in mare per misurare la velocità delle navi, calcolata in base al computo dei nodi scorsi in un’unità di tempo: tali rilevazioni venivano riportate su un libro di bordo chiamato “journal” o “logbook” (anche nei computer si è adottato questo termine per indicare il file che si aggiorna automaticamente, registra tutte le operazione effettuate, controlla le prestazioni del sistema e rileva eventuali anomalie...).

Quindi "log", nel senso di "traccia" descrive la caratteristica del blog, cioè quella di aggiornare pagine (non di pubblicare post, come fanno i social) e di inserire nuovi  testi (e non solo pensieri o saluti o didascalie o tag, come fanno i social).  

La frequenza di nuovi testi in un blog è "più o meno giornaliera" (dice il sito itals che promuove a scuola lo studio della lingua italiana attraverso il web e, in particolare, attraverso i blog dedicati)

L’insieme di tutti i blog è detto blogsfera: nel 2007, sul Web i blog sono circa 70 milioni e ne verrebbero creati in media 120.000 al giorno, mentre gli articoli pubblicati sarebbero 17 al secondo. L’italiano è la quarta lingua utilizzata nella blogsfera (3%), preceduta dal cinese, al terzo posto con l'’8%, dall’inglese, 33%, e dal giapponese, primo al 37%.

Interagendo in modo diretto con gli altri bloggers, il blog può diventare luogo di incontro per gruppi di amici, esperti di arte, cucina, cinema, tecnologia, sport, ecc., o anche per gli alunni di una scuola o per colleghi di uno stesso ambiente lavorativo (corporate blog).  

I blog didattici, molti consultabili su splinder.com, sono di vario genere. Sono presenti blog per la scuola elementare (con linguaggio e temi divertenti e stimolanti per l’acquisizione delle abilità primarie). Esistono anche blog per la scuola media (in cui il lavoro precedentemente svolto viene pubblicato nella sua versione definitiva dall’insegnante). I blog per le superiori sono, per la maggioranza, relativi a materie scientifiche come la matematica o l’informatica e diventano dunque un modo per analizzare determinate problematiche, fissare il lessico di settore, acquisire la capacità di scrivere testi specifici, ecc. Infine, quelli tenuti da docenti universitari sono, comunemente, costituiti da post pubblicati dagli studenti su argomenti attinenti alla materia e diventano dunque un laboratorio online del corso stesso.