Abbiamo rubato (con il permesso degli interessati!) la mail che un prof. del Cavanis ha inviato al Preside del Cavanis, qualche giorno fa: "Caro Preside, avevo anticipato che le avrei scritto; 

prometto di non rubarle troppo tempo. Desidero ringraziarla per l’opportunità che ha dato quest’anno. E’ una frase abbastanza comune che, immagino, avrà già sentito diverse volte ma le assicuro che oggi è intrisa di significato.  Lo scorso anno ho insegnato in due scuole e quattro diversi indirizzi. Ho lavorato anche nel Liceo dei miei studi: è sempre stato il mio sogno tornare in quelle aule “dall'altra parte della cattedra” (…che brutta questa espressione). Consideravo quello il mio massimo traguardo. Invece ho scoperto il Cavanis. Mai avrei creduto che un luogo di lavoro potesse essere così piacevole e che una scuola potesse dare tanto. Fin dal primo giorno mi sono sentita accolta, guidata, stimata. L’anno passato ero l’ultima arrivata e dovevo lottare per dimostrare il mio valore; qui lei non solo mi ha assegnato il biennio del liceo, con tutte le responsabilità che comporta, ma mi ha anche chiesto di coordinare una classe. Per la seconda volta, dopo il colloquio, mi ha dato una fiducia totale. E’ in questo modo che ho cominciato a sentirmi parte importante di un percorso, partecipe di ogni successo e ogni difficoltà del nostro Istituto. Non più una supplente (quanto poco mi piace anche questa, di definizione) con il compito di riempire un vuoto momentaneo, ma un’insegnante vera, fondamentale nel mio piccolo. Non mi voglio dilungare, anche se molto vorrei raccontarle ancora. La ringrazio, dunque, per questo anno scolastico meraviglioso, che mi ha fatta crescere moltissimo, e per avermi mostrato una realtà come quella del Cavanis, che non solo porterò sempre nel cuore, ma anche nel mio concetto di scuola, di allievo, di insegnamento".